Eliana Stragapede
AMAE
Vetrina 2024 - sezione IN
regia, coreografia e performance Eliana Stragapede e Borna Babic
drammaturgia Margherita Scalise
musica inedita composta Nenad Kovačić
voce Teresa Campos
musica originale Nicholas Britell
audio editing Giuseppe Santoro
costumi Nina Lopez-Le Galliard
disegno luci Benjamin Verbrugge
contributi fotografici David Kalwar
supportato da VGC Brussels, Culture Moves Europe (European Union and Goethe Institut), L’OBRADOR Espai de Creació, Roxy Ulm and TanzLabor Ulm
durata 30 minuti
AMAE si interroga sul bisogno di co-dipendenza nelle relazioni umane. Indaga il desiderio di essere amati passivamente, cercando l’indulgenza dell’altro. Il voler avvolgersi completamente e sentirsi un tutt’uno con l’altro, cercando di escludere ed evitare il confronto con la realtà oggettiva esterna. Da un certo punto di vista, questo potrebbe essere percepito come un comportamento molto accogliente e umano: essere in armonia ed affidarsi agli altri. Da un altro punto di vista invece, sembrerebbe incoraggiare l’autoindulgenza, la dipendenza e il controllo. Fino a che punto questo bisogno può portarci, cosicché dall’amore iniziamo a ferire, dal prendersi cura diventiamo ossessivi e dal sostegno finiamo per controllare?
Prendendo spunto da esperienze personali, con AMAE desideriamo approfondire il comune denominatore alla base di qualsiasi relazione umana. Ad esempio tra un genitore e un figlio, amanti, amici o studenti e insegnanti. In tutti questi ruoli diversi, c’è una chiara emozione e dipendenza reciproca.
In cerca di riferimenti, siamo stati ispirati dal libro L’anatomia della dipendenza dello psicoanalista giapponese Takeo Doi. Egli ci offre una chiara spiegazione del concetto di “amae“, un comportamento tipicamente giapponese, il bisogno di essere benvoluti e di poter dipendere dalle persone che ci circondano.
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AMAE questions and investigates the need of co-dependence in human relationships. The desire to be passively loved, seeking for the other's indulgence. The wish to completely surround and feel at one with the other, trying to neglect and avoid confrontation with the outside objective reality. From a certain perspective, this might be perceived as a very warm and human behaviour, being in harmony with others and being able to rely on them. From another point of view, it might seem to encourage self-indulgence, dependence and control. How far can this need bring us, so that from love we start hurting, from taking care we become obsessive and from supporting we end up controlling?
Inspired by personal experiences, with AMAE we wish to further understand what lies underneath any kind of relationship. For instance between a parent and child, lovers, friends or student and teacher. In all these different roles, there is a clear emotion and dependence among one another. In the search of references, we got greatly inspired by the book “The anatomy of dependence" of the Japanese psychoanalyst, Takeo Doi. Discussing at length, Doi offers us a clear explanation of the concept of “amae”, a uniquely Japanese behaviour, a need to be in good favor with, and be able to depend on the people around oneself.