Michael Incarbone
FALLEN ANGELS
Vetrina 2024 - sezione IN
regia, coreografia e luci Michael Incarbone
performance e collaborazione alla drammaturgia Erica Bravini
musiche originali Edoardo Maria Bellucci
live set Gabriele Corti
produzione PinDoc
coproduzione ALDES, Teatri di Vetro/Triangolo Scaleno
con il contributo del MIC – Ministero della Cultura e Regione Siciliana
con il sostegno di Giacimenti-rete nazionale per l’emersione dei giovani talenti – Da.re. Dance Research, Kinkaleri – Spazio K, Diacronie Lab
durata 30 minuti
FALLEN ANGELS è una sinfonia sui corpi che cadono nel presente, immortalati in una sospensione ipercinetica, tra alto e basso, ascesa e rovina. L’immagine della caduta degli angeli ribelli viene spostata e ricontestualizzata ad un’osservazione su recenti fenomeni musicali (trap e derive: protagonisti, narrazioni, autorappresentazioni, estetiche). Ci si chiede che frequenza incarna il corpo che vive questo presente in continuo stato di avanzamento, accelerazione, innovazione, così come di saturazione, inerzia e anacronismo. Il corpo che danza sulle note invisibili di FALLEN ANGELS si immerge in una condizione “esistenziale” della caduta, vaporizza la sua materia. Questo corpo “plurale” trascende in un coro di voci post-umane, di versi frantumati e melmosi: è “la tragedia che si fa timbro”.
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concept, choreography and light design Michael Incarbone
performance and dramaturgical advice Erica Bravini
original music Edoardo Maria Bellucci
live set Gabriele Corti
productiom PinDoc
co-production ALDES, Teatri di Vetro/Triangolo Scaleno
with the support of MIC – Ministero della Cultura e Regione Siciliana
supported by Giacimenti-rete nazionale per l’emersione dei giovani talenti – Da.re. Dance Research, Kinkaleri – Spazio K, Diacronie Lab
FALLEN ANGELS is a symphony about bodies falling into the present, immortalized in a hyperkinetic suspension. The image of the fall of the rebel angels is recontextualized to an observation on the phenomena of Trap music. We ask ourselves what frequency embodies the body that lives this present in a continuous state of acceleration, innovation and yet of saturation, inertia. The body immerses himself in an “existential” condition of the fall, vaporizes his matter: this “plural” body transcends into a chorus of post- human voices, of shattered verses. It is “the tragedy that becomes timbre".
ph. Giuseppe Follacchio