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Mariangela Di Santo

KLORE

Vetrina 2024 - sezione IN

di Mariangela Di Santo
con Mariangela Di Santo, Giacomo Graziosi, Carmine Dipace
drammaturgia Carla Andolina
musiche originali Biagio Caravano
con il sostegno della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
durata 15 minuti

Klore è una performance nata dall’esigenza di sottrarre la tradizione dalle proprie radici e farla rifiorire nella contemporaneità. Punto di partenza è la tarantella lucana, sottile incantesimo mimico del corteggiamento amoroso. Il lavoro indaga il folklore, smussando le forme più serrate della tradizione, discostandosi e reinventando.
Klore si inserisce nella ricerca sul materiale della tradizione popolare focalizzandosi sulla funzione di intrattenimento ed evasione dalla realtà quotidiana del folklore. Nell’assistere alla performance, il pubblico si distacca dalla sua routine per immergersi in una dimensione altra. Strumenti di creazione sono stati tre dei parametri della performance folkloristica identificati dall’antropologo Victor Turner: playfulness, framing, uso di linguaggio simbolico.
Ad aprire la performance è un momento lasciato all’improvvisazione, stabilendo un rapporto di giocosità tra i performer che abitano lo spazio seguendo uno schema di regole che solo loro conoscono. L’area di gioco è ben delimitata da un reticolato che emerge sotto i loro piedi, percorribile in tutta la sua ampiezza fino a ridursi a un cerchio nella sua parte centrale, nella seconda parte della performance. È possibile scorgere, dall’inizio alla fine, alterazioni e variazioni delle figure simboliche ricorrenti nella tradizione della tarantella, quali la giara, la mezza giara, il raccogliere i fiori, il fazzoletto rosso e la danza in cerchio. Il drive del lavoro è quello di ridare rilevanza al materiale folkloristico in ambito di ricerca contemporanea, senza attuare una ricostruzione filologica delle danze popolari. Protagonisti della performance, infatti, sono tre performer in scena, che scardinano la tradizionale coppia chiusa della tarantella. Partendo dall’osservazione e comprensione dei rituali, si è passati all’esplorazione dello spazio performativo, costituito da quattro triangoli intersecati, atto a sottolineare le tre parti che vi agiscono; e interazione con l’altro: incontrarsi, scontrarsi, reagire, giocare a cogliere le connessioni tra le figure riprese. Il lavoro si finalizza infine nell’affinamento di scambi e incroci durante un andamento concentrico circolare.


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concept Mariangela Di Santo
with Mariangela Di Santo, Giacomo Graziosi, Carmine Dipace
dramaturgy Carla Andolina
original music Biagio Caravano
supported by Civica Scuola Teatro Paolo Grassi

Klore is a performance born out of the need to subtract the tradition from its roots and make it flourish again in contemporary times. The point of departure is the Lucanian tarantella, a subtle mimic spell of love courtship. The work investigates folklore, smoothing out the tightest forms of tradition, diverging and reinventing.
Klore fits into the research on the material of folk tradition by focusing on folklore's function of entertainment and escapism from everyday reality. In attending the performance, the audience is detached from its routine to immerse itself in another dimension. Tools of creation were three of the parameters of folk performance identified by anthropologist Victor Turner: playfulness, framing, and symbolic language. Opening the performance is a moment left to improvisation, establishing a relationship of playfulness between the performers who inhabit the space following a pattern of rules only they know. The play area is well delimited by a grid that emerges under their feet, traversable in its full width until it is reduced to a circle in its central part, in the second part of the performance. From beginning to end, it is possible to discern alterations and variations of the symbolic figures recurring in the tarantella tradition, such as the jar, the half jar, flower picking, the red handkerchief and the dance in a circle. The drive of the work is to restore relevance to folk material in contemporary research, without implementing a philological reconstruction of folk dances. The protagonists of the performance are three performers on stage, who unhinge the traditional closed pair of the tarantella. Starting from the observation and understanding of the rituals, they moved on to the exploration of the performance space, consisting of four intersecting triangles, to emphasise the three parts acting in it, and interacting with each other: meeting, clashing, reacting, playing to grasp the connections between the figures filmed. The work is finalised in refining exchanges and intersections during a concentric circular course.


ph. Marina Alessi

- Basilicata -

Mariangela Di Santo

Mariangela Di Santo nasce a Stigliano, nella provincia materana, nel 2002. Inizia gli studi della danza accademica e contemporanea frequentando e conseguendo il diploma presso il Liceo Coreutico nel 2020. Frequenta il workshop UNI-TANZ 2018 e 2019 con la compagnia koreoproject di Giorgia Madamma stu...

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