di e con Marta Magini
musiche dal vivo Nicola Di Croce
creazione degli abiti Giulia Malatesta e Marta Magini
con il sostegno di CTR Centro Teatrale di Ricerca, Terzospazio Zolforosso, Microcosmi Festival
amministrazione Giusy Guadagno / Extragarbo
durata 30 minuti
Un’unica semplice azione: un’unità minima che definisce uno stato.
Swinging is like saying no no no è una performance che disarticola il corpo innescando una tensione tra il movimento oscillatorio e insistente della testa e quello lento e misurato del resto del corpo. In un avanzamento minimo e dilatato, l’azione assume i tratti di una danza–scultura che esplora un corpo teso tra sviluppo e ostacolo, processo e incastro, evoluzione e involuzione.
La performance attiva un meccanismo inceppato che disarticolando il corpo ne sabota l’unità: sdoppiandosi, il corpo sembra così rispondere a due diversi centri di controllo. Mentre il capo si dedica a continue oscillazioni macchiniche, il resto del corpo si posiziona e riposiziona lentamente tra comodità e scomodità. Definendo una dinamica di coazione a ripetere, il lavoro accumula progressivamente un'energia che annuncia un’esplosione potenziale.
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by and with Marta Magini
live music Nicola Di Croce
costume design Giulia Malatesta and Marta Magini
with the support of CTR Centro Teatrale di Ricerca, Terzospazio Zolforosso, Microcosmi Festival administration Giusy Guadagno / Extragarbo
30 minutes
One simple action-a minimal unit that defines a state.
Swinging is like saying no no no is a performance that disarticulates the body by triggering a tension between the swinging, insistent movement of the head and the slow, measured movement of the rest of the body. In a minimal and dilated advance, the action takes on the features of a dance-sculpture that explores a body stretched between development and obstacle, process and interlocking, evolution and involution.
The performance activates a jammed mechanism that disarticulates the body and sabotages its unity: splitting itself, the body thus seems to respond to two different centres of control. While the head engages in continuous machinic oscillations, the rest of the body slowly positions and repositions itself between comfort and discomfort. Defining a dynamic of repetition compulsion, the work gradually accumulates an energy that heralds a potential explosion.
ph. Mauro Magini