Il concetto di sfortuna è spesso attribuito a qualcosa di esterno e fuori dal nostro controllo che ci fa sentire impotenti di fronte agli eventi negativi.
Se invece ci assumessimo maggiore responsabilità per ciò che ci accade, se prendessimo la vita stessa con più leggerezza, potremmo sviluppare invece un’esperienza di vita più piacevole.
Ma prima di tutto, la sfortuna esiste?
O a volte è solo la nostra mente e tutto ciò che accade intorno a noi, nel mondo, su cui non possiamo avere alcun controllo, a farci paura?
La creazione vuole sviluppare su questa riflessione umana esistenziale una coreografia e una drammaturgia surrealista.
Un solo/duetto dove il protagonista e il suo alter-ego dialogano costantemente, svilupperà e racconterà la complessità della psiche umana che a volte trova la forza nell’irrazionalità.
Momenti di follia si alternano ad altri di amore con l’intento di acquisire il coraggio necessario per affrontare le difficoltà della vita, districare i pensieri caotici, ed essere resilienti.
Coraggio e paura diventano entità fisse che evolvono sempre nel corso della vita.
Lo spettacolo propone una riflessione sul concetto di destino e sull’illusione che l’uomo ha dello sviluppare nel corso della vita, un’idea del proprio Sé, attraversando il tema della vulnerabilità della razionalità umana con un linguaggio accessibile, profondo e contemporaneo, dove il movimento e la coreografia sono in primo piano.