27 (opera postuma)
[working title]
VITTORIO PAGANI, 27 ANNI
di e con Vittorio Pagani
testi originali e video di Vittorio Pagani
Cosa resta quando le immagini del successo e della “grandezza” iniziano a perdere consistenza?
Con 27 (opera postuma), Vittorio Pagani attraversa l’ultimo capitolo della Trilogia delle Icone: la scena diventa ora una soglia tra finzione e realtà, presenza e sparizione.
Ispirata al mito del Club 27* e supportata dalle poetiche di Abbas Kiarostami e Agnès Varda, la performance si costruisce attraverso l’incontro, l’ascolto e l’attraversamento dei confini, assumendo la forma di un’indagine performativa che sfiora il documentario.
Festa e funerale per esperienze vissute, 27 (opera postuma) è una fotografia scattata un attimo prima della fine.
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*Il Club 27 è un'espressione giornalistica che si riferisce a un gruppo di artisti, principalmente musicisti, morti tragicamente all'età di 27 anni.
RECORDS - per la prima volta nella Storia
uno spettacolo di Vittorio Pagani
con Francesca Santamaria e Vittorio Pagani
collaborazione drammaturgica Pietro Angelini
creazione luci Stefano Moriondo
produzione esecutiva CODEDUOMO ETS
realizzato grazie al sostegno produttivo di Festival MILANoLTRE, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Orbita | Spellbound, nell’ambito del Bando Olimpiadi della Cultura 2026 – Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Avere tutto. Averlo perfetto. Averlo per sempre.
In un mondo in cui desideri e aspirazioni vengono catalogati e soddisfatti da algoritmi infallibili e onnipresenti, siamo spinti ad assomigliare a macchine impeccabili, più che ad accogliere le differenze che ci rendono umani.
Riflettendo sul concetto di record - inteso sia come massima prestazione mai raggiunta, sia come atto di archiviazione e testimonianza di esistenza - questa performance indaga i meccanismi che ci spingono a superare noi stessi e gli altri, per lasciare una traccia nella Storia, osservando al contempo gli effetti del tempo e dello sguardo sui corpi e sulla percezione che abbiamo di essi.
Intrecciando sport e performance, RECORDS esaspera le dinamiche sociali del perfezionismo, per mettere in luce i desideri profondamente umani di successo, gloria e permanenza.
Collegando corpo e tempo, RECORDS sottolinea come ogni corpo diventi archivio di storie condivise, testimonianza di politiche fisiche e sociali che trasformano attivamente il nostro modo di guardare il mondo.
Unendo proiezioni, danza e testo, RECORDS dà vita a un dispositivo performativo sempre in divenire, in modo che ogni performance sia la prima nella Storia.
Una riflessione sulla tensione tra il limite umano e l’aspirazione all’infinito.